Review: La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno di Italo Svevo
GENERE: Romanzo

Scritto dal 1919 al 1922, La coscienza di Zeno verrà pubblicato solo nel 1923 e romperà il lungo silenzio letterario dell'autore.
Ammetto che l'approccio a quest'opera è stata ostica... la prima volta che provai a leggerlo risale a tanto tempo fa, quando fu assegnato come lettura scolastica estiva... lasciamo perdere...
Da allora questo rimane l'unico libro che abbia mai "accantonato", ed ora che l'ho ripreso in mano ricordo bene il perchè: chi vuole un libro da ombrellone è meglio che si tenga alla larga, questo è un ottimo libro - Joyce e Montale lo confermano - ma certo non è come leggere Twilight!

Il romanzo chiude la trilogia simbolica di Svevo sull'inettitudine precedentemente affrontato in "Una vita" e "Senilità", ed è caratterizzato da una struttura innovativa per quei tempi: l'autore divide il romanzo in episodi e alimenta la narrazione in ordine non cronologico.
Un classico dunque, di quelli tosti.
L'io narrante è il protagonista Zeno Cosini, che, stimolato dal suo psicoanalista, scrive di sei momenti significativi della sua vita ripercorrendoli. Tuttavia ci si rende conto di come la sua versione sia spesso falsata, resa più morbida di quanto fosse in realtà, al fine di migliorare la propria impressione agli occhi del dottore ma probabilmente anche ai propri.
Fatto sta che spesso durante la lettura mi sono fermato a pensare di quanto fosse svarionato Zeno...

Al centro della prima parte del romanzo c'è il vizio del fumo, forse l'elemento più famoso dell'opera con i ripetuti tentativi - tutti annotati ma irrimediabilmente falliti - del protagonista di liberarsi dalle sigarette. Scrivere le sue disavventure col fumo, permette a Zeno di mettere a fuoco la propria mancanza di forza di volontà e l'incapacità di restare fedele ai propri propositi.
"La malattia, è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione."

Nel secondo episodio, il protagonista si sofferma ad analizzare i propri ricordi legati alla figura del padre. Un rapporto difficile quello col proprio genitore, farcito di incomprensioni reciproche e da una costante "non-voglia" di trovare intesa tra i due.
Gli avvenimenti che conducono alla morte del padre quando Zeno ne desidera una fine rapida per evitare ulteriori sofferenze a lui ma soprattutto fatiche per se stesso e anche quando, in fin di vita, il padre schiaffeggia il figlio per poi spegnersi - gesto che segnerà irrimediabilmente il protagonista - sono la dimostrazione di un rapporto affettivo assolutamente deficitario che impedisce a Zeno di identificare il padre come figura di riferimento segnandolo a vita.

Nella terza e nella quarta parte del libro leggiamo le avventure sentimentali di Zeno: prima vengono narrati gli avvenimenti tragicomici che portano al matrimonio e successivamente quelli che vedono la nascita e la conclusione del rapporto con l'amante e il triangolo che viene a crearsi.
Direi che questa è la parte del libro che mi è maggiormente piaciuta. Le vicende che portano al matrimonio sono spassose e surreali con uno Zeno, immerso completamente nelle sue fantasie, che viene trascinato in balia degli eventi senza essere in grado controllare alcun che.
Fantastica la proposta di matrimonio a tre sorelle - Ada, Alberta e Augusta - nel giro di pochi minuti...
In seguito al matrimonio, Zeno incapperà in una relazione extraconiugale con Carla, l'amante, per la quale proverà sempre sentimenti contraddittori di desiderio da una parte e senso di colpa nei confronti della moglie Augusta dall'altra.
Le continue contraddizioni comportamentali e di pensiero del protagonista - che cambia drasticamente le proprie convinzioni nel giro di brevissimo tempo - finiscono col stancare l'amante che sposa il proprio insegnante di canto liberando Zeno dalla relazione.
"Ma del senno di poi si può sempre ridere e anche di quello di prima, perché non serve."

In "Storia di un'associazione commerciale" vengono narrate le vicende che portano al naufragio l’improbabile alleanza d’affari tra Zeno e Guido, marito di Ada.
Guido arriverà a fingere due suicidi – il secondo gli sarà fatale – e rischiare tutti i suoi averi in Borsa. Solo dopo la sua morte, Zeno riscuoterà successo negli affari ma questo non sarà sufficiente a recuperare il rapporto con Ada che, già malata da tempo, deciderà di partire e mai più tornare.

Qui si chiudono le memorie del protagonista che, dopo un silenzio di sei mesi, torna a scrivere ma solo per manifestare la propria ribellione al medico - Dottor S. - che lo aveva in cura. Rendendosi conto della futilità della terapia psicoanalitica cui si era sottoposto, Zeno ottiene la guarigione completa dalla sua malattia e riconosce che tale sua malattia è comune a tutta l'umanità.
Lancia infine un pensiero finale in cui profetizza la fine dell’umanità a seguito dell’esplosione di un ordigno progettato da un uomo malato e rubato e fatto detonare un altro uomo ancora più malato.

Dopo averlo concluso ho avuto bisogno di tempo per assimilarlo ma ne è valsa la pena, un'ottima lettura veramente.


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