Review: La grande fuga dell'Ottobre Rosso

La grande fuga dell'Ottobre Rosso by Tom Clancy
My rating: 3 of 5 stars

E' il primo libro di Clancy che leggo e ammetto che questo genere non è del tutto nelle mie corde. Dico questo perché, pur ammirando lo sforzo descrittivo e di ricerca, non mi aspettavo un tale grado di dettaglio che spesso ho sofferto e che mi ha a tratti disturbato... avrei preferito descrizioni più sintetiche, tanto sarebbe bastato per uno svolgimento più fluido e godibile della trama che è comunque molto appassionante e farcita di strategia militare.

Ho iniziato la lettura e negli occhi mi è subito apparso Sean Connery in divisa e alla guida del suo sommergibile; è incredibile come questa immagine sia restata vivida per tutto il libro suscitando l'inevitabile paragone col la pellicola. Pur essendo passato molto tempo dalla sua visione, mi è sembrato che il Marko Ramius del libro non fosse all'altezza del carisma e dell’ironia che Sean è riuscito a dare al suo personaggio. Attenzione, non è mia intenzione dire che il libro è migliore del film o viceversa, penso che i due siano "tagli" diversi della stessa storia (storia simile, qualche differenza c'è...). Sottolineo solo come nel libro, oltre alle lunghe descrizioni degli armamenti, sono presenti molti più retroscena, alcuni dei quali avrebbero sicuramente giovato alla pellicola (gli incontri che vedono coinvolto il Presidente USA sono molto belli e delineano un personaggio forte e molto ben fatto).
Ramius guardò a poppa, alle scogliere del fiordo di Kola. L'inarrestabile pressione dei ghiacciai circostanti le aveva modellate in quella forma millenni avanti. Quante volte, nei vent'anni di servizio con la Flotta Settentrionale Bandiera Rossa, aveva osservato quell'ampia e piatta U? Questa sarebbe stata l'ultima. Comunque andasse, indietro non sarebbe più tornato. E come sarebbe andata? In fondo, non gliene importava molto. Chissà che le storie raccontategli da sua nonna, su Dio e la ricompensa per una vita spesa bene, non fossero vere... Lui lo sperava, perché era bello immaginare che Natalia non fosse morta veramente. In ogni caso, nessuna possibilità di ritorno. All'ultimo corriere partito prima della partenza aveva affidato una lettera. Con questa, si era tagliato i ponti alle spalle.


Tutto bene quindi, però...
durante la lettura ho avuto fin dall'inizio la netta e sgradevole sensazione che i piani degli americani avrebbero avuto successo senza particolari intoppi... non sono riuscito a percepire la suspance che avrebbe dovuto esserci in una crisi di quelle proporzioni.
Forse l'idea fatta passare in più punti che gli armamenti/uomini/filosofia russi fossero decisamente inferiori sia in qualità che in numero rispetto ai corrispettivi USA, ha contribuito a questa idea di "sicurezza" che mi ha portato a pensare ad una supremazia talmente schiacciante degli americani che anche nel peggiore dei casi, sarebbero riusciti a risolvere facilmente.
Un vero peccato.

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