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Oggi 6 Marzo, in occasione dell'anniversario della nascita di Gabriel García Márquez, mi piacerebbe ricordarlo con l'incipit di Cent'anni di solitudine, forse la sua opera più grande.
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.
Non vi nascondo la nostalgia che sento scrivendo l'incipit... succede con alcuni libri che restano dentro e li si ricorda come fossero stati cari compagni di viaggio.

Gabriel García Márquez nasce ad Aracataca, un paesino fluviale della Colombia settentrionale, il 6 marzo del 1927. E' il primo dei sedici figli di Gabriel Eligio Basilio García - telegrafista - e della chiaroveggente Luisa Santiaga Márquez Iguarán.
Nel 1982 viene insignito del premio Nobel per la letteratura.
Márquez muore il 17 aprile 2014 all'età di 87 anni in una clinica di Città del Messico.

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